Alto know-how per il trattamento delle patologie della colonna
Il professor Emanuele Gozzo opera alla Casa di Cura Gruppioni di Bologna ed è uno dei luminari di riferimento in neurochirurgia e microchirurgia spinale
Ci sono medici che si avventurano dove altri non osano. E se questo è vero nella medicina in generale lo è a maggior ragione in un campo molto delicato come quello della neurochirurgia, dove al professionista è richiesto di intervenire preservando una funzione essenziale del vivere umano: quella del sistema nervoso. Per questo affidarsi al professionista migliore è più che una scelta medica, è una questione da cui può dipendere la nostra vita futura.
Il professor Emanuele Gozzo, un vero luminare nel campo della neurochirurgia, mette a disposizione il proprio know-how alla Casa di Cura Gruppioni di Bologna, dove promuove un nuovo approccio alla chirurgia della spina dorsale. “Oggi la Casa di Cura Gruppioni ci sta mettendo a disposizione risorse e mezzi di ultima generazione per operare in microchirurgia anche quando si tratta della colonna vertebrale”. L’esperienza accumulata in sala operatoria, trattando soprattutto patologie vascolari e tumori del basicranio, coniugata con un lunghissimo training in laboratorio in Italia e negli Usa, ha consentito al professor Gozzo di impiegare il microscopio operatorio ad altissimo ingrandimento anche nella patologia della colonna. “Trasferire la metodologia microchirurgica adottata per operare il cervello al trattamento delle lesioni del rachide ha comportato il conseguimento di un elevatissimo standard di sicurezza”. Laureatosi a 24 anni summa cum laude all’Università di Ferrara e specializzatosi prima in Neurochirurgia a Milano e successivamente in Neurologia, il professor Gozzo ha trascorso diverso tempo negli Stati Uniti lavorando con i migliori specialisti del settore, dapprima alla Harvard School of Medicine di Boston, all’Henry Ford Hospital di Detroit, al Mount Sinai Hospital di New York e successivamente, per circa tre anni, al Barrow Neurological Institute presso l’Arizona University di Phoenix, sotto la guida del professor Robert Spetzler, universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori della moderna neurochirurgia. Al suo ritorno in Italia ha trascorso 18 anni all’Ospedale Universitario Sant’Anna di Ferrara ricoprendo incarichi accademici. “Per l’esperienza che ho accumulato negli Stati Uniti posso dire che un chirurgo non deve solo limitarsi a muovere bene le mani: non deve mai perdere di vista l’obiettivo finale, cioè il rispetto dell’integrità fisica del paziente. Restituire alla famiglia un paziente con una disabilità equivale a mettere in crisi tutta la compagine familiare stessa”. Particolare attenzione è rivolta al trattamento chirurgico delle malattie degenerative della colonna vertebrale nella popolazione anziana, sfatando l’ormai obsoleta convinzione che oltre certi limiti di età la chirurgia non può spingersi.
E ora che l’Italia e gran parte del mondo sono stati attraversati dalla pandemia Covid-19 come bisognerà regolarsi per il futuro? Il professor Gozzo ha una sua personalissima opinione: “Nel tempo dovremo imparare a convivere con questo virus, almeno fino a quando non sarà disponibile un vaccino. Sarà importante instillare nel pubblico un senso di responsabilità, facendo capire che le azioni del singolo possono avere conseguenze, anche pesanti, sulla collettività. Da parte delle istituzioni saranno auspicabili maggiori investimenti sulla sanità e sulle migliori competenze medico-scientifiche. Alla Gruppioni abbiamo concertato con la Direzione sanitaria un rigorosissimo protocollo anti Covid-19 con autonomo sistema di vigilanza interna per eseguire tamponi e test sierologici in qualunque momento sia ai pazienti sia agli operatori sanitari. Con orgoglio possiamo affermare di aver finora registrato sporadici casi senza annoverare alcun exitus”.
PIANORO (BO)
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