Cardiologia Policlinico di Modena: paziente al centro
L’équipe, coordinata dal professor Boriani, è all’avanguardia in Italia per le patologie cardiache
“Innovazione e ricerca clinica con il paziente e la sua famiglia al centro del nostro operare”. Il professor Giuseppe Boriani, responsabile della Struttura Complessa di Cardiologia del Policlinico Universitario di Modena mette in evidenza così l’essenza dell’impegno e della filosofia della realtà che guida.
“Il protocollo della presa in carico del paziente qui ha connotati specifici: dedichiamo tutto il tempo necessario a lui e a chi gli sta vicino per spiegare la situazione e le nostre modalità di azione, mediche o interventistiche”, spiega il professore. Un atteggiamento che risponde a una precisa filosofia del reparto, ma che assume una valenza ancor più significativa in una realtà spesso in prima linea. “Da noi arrivano pazienti direttamente dal Pronto soccorso con instabilità clinica - aggiunge il medico - il dialogo è ancora più dirimente in circostanze in cui le decisioni si devono prendere in situazioni complesse, delicate e devono essere sagomate sul profilo del paziente”.
Il reparto, vero centro strategico e logistico per seguire costantemente i pazienti prima e dopo procedure complesse di aritmologia, interventistica coronarica e strutturale valvolare - ci racconta il cardiologo dottor Cappello - viene gestito in maniera manageriale con la collaborazione di tutta l’equipe integrata. L’emodinamista dottor Fabio Sgura - si occupa dell’ambito cardiologico invasivo, dall’ angioplastica coronarica agli stent sino all’impianto di valvole percutanee, ambulatori dedicati al monitoraggio della fibrillazione atrale, una patologia spesso subdola, per la quale diagnosi e monitoraggio oggi possano avvalersi anche di dispositivi quali smartphone e smartwatch.
Il professor Boriani, già presidente dell’Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione, ha rappresentato l’Italia in Europa attraverso la Società Europea di Cardiologia in un team di esperti internazionali per la preparazione e sviluppo delle linee guida sulla fibrillazione atriale, un testo maturato dopo due anni di lavoro.
Bisogna sottolineare che al Policlinico di Modena è attiva la telemedicina, che ha permesso in questo periodo di Covid-19 di controllare da remoto il monitoraggio dei pazienti a distanza, giornalmente in coloro che hanno dispositivi impiantati. Un valido network che riesce ad operare in sintonia con i medici di medicina generale, per filtrare gli accessi in ospedale o decidere il da farsi su determinati casi complessi. “La nostra è una costante attenzione alla qualità dell’operare per il bene del paziente e per un forte coordinamento tra specialista, medico curante e uso della tecnologia”, conclude Boriani.
www.aou.mo.it