Dichiaro di aver letto ed accettato l'informativa sulla privacy. (Leggi l'informativa)
In evidenza

Home > In evidenza > L’ospedale “porta a porta”

L’ospedale “porta a porta”

Con le unità mobili multidisciplinari l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma pioniera di un modello fortemente integrato e ora richiesto dal Pnrr

Persone, innovazione tecnologica, organizzazione: ogni investimento e ogni azione inedita presuppone questi tre asset integrati. È a partire da questo principio cardine che l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma - hub per oltre 1,2 milioni di persone, con 1.104 posti letto, 4.900 operatori e circa 44 mila ricoveri l’anno - sta oggi dispiegando i risultati di modelli clinico-organizzativi applicati tanto in ambito ospedaliero quanto in termini di integrazione sul territorio. Anzi, su quest’ultima dimensione, che rappresenta la scommessa dell’assistenza sanitaria presente e futura, e su cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) pone precisi obiettivi, Parma ha saputo ideare in epoca pre-Covid “l’ospedale sul territorio” o “l’ospedale porta a porta”, rivelatosi fondamentale durante la pandemia e ora modello nazionale.

“Tutti i cambiamenti coinvolgono e integrano aspetti clinici, organizzativi, tecnologie e competenze professionali, perché solo così possiamo creare valore aggiunto per l’ospedale e il territorio, fortemente integrati”, spiega il direttore generale Massimo Fabi.
Il Dipartimento Chirurgico generale e specialistico, solo per fare un esempio, è stato organizzato al proprio interno per linee di attività. “Nel concreto significa che non c’è più un solo uomo al comando - specifica Fabi - Il direttore è coordinatore e facilitatore per l’attività delle chirurgie afferenti al dipartimento, che condividono sale operatorie, tecnologia e posti letto. Sono le condizioni dei pazienti, e non la branca specialistica, a dettare le priorità interventistiche. In breve, l’impostazione ha efficientato significativamente l’attività delle sale operatorie e, usciti dall’emergenza Covid, ha permesso il rapido recupero degli interventi sospesi”, riassume Fabi.  “L’innovazione richiede un patto professionale molto forte - ammette il direttore - ma i risultati sono più che soddisfacenti per tutti: pazienti e professionisti”.  


Ulteriore elemento qualificante, “la reale integrazione tra ospedale e università, che parlano la stessa lingua”. L’Azienda è ospedale hub per trapianti di organo, terapia delle grandi ustioni, malattie cardiache e cardiochirurgia, neuroscienze (neurochirurgia e neuroradiologia), assistenza ai grandi traumi e terapia del dolore, genetica medica, terapia intensiva neonatale, emofilia e malattie emorragiche congenite, fibrosi cistica, emergenza territoriale, sindrome di Moebius, rischio eredo-familiare per il carcinoma di mammella e ovaio. Nella gestione di tutte queste funzioni, la parola chiave è sempre “integrazione”. In questa progettualità, è stata la sperimentazione avviata dall’unità operativa di “Medicina Interna di Continuità” a rivelarsi fondamentale per affrontare la pandemia da Covid e confermare la necessità di una nuova modalità di assistenza, riassumibile nella formula: “L’ospedale sul territorio” con le Unità mobili multidisciplinari (Umm), ossia équipe composte da diversi professionisti con profili appropriati al bisogno delle cure, pronti a intervenire su segnalazione del medico di medicina generale (Mmg) o del medico di  diagnosi e cura delle Case di Residenza Anziani (Cra).  “Allo scoppio della pandemia nel febbraio 2020, che a Parma è arrivata a richiedere circa 1.200 posti letto, queste Unità sono diventate Unità Mobili Covid, coordinate dalla Centrale di coordinamento emergenza Covid - riassume Fabi - In circa 15 giorni abbiamo visitato tutte le Cra, in un lavoro integrato con le Unità mobili di continuità assistenziale (Usca) di Azienda Usl e i medici di medicina generale. L’intero impianto territoriale ha gestito ad oggi oltre 42 mila segnalazioni”.
“Abbiamo anticipato - conclude Fabi -  il modello delle Centrali operative territoriali (Cot) richieste dal Pnrr. Sul territorio sono operative 25 Case della salute e 4  hospice territoriali. Il nostro servizio sanitario regionale e la nostra esperienza concreta dimostrano che integrare ospedale e territorio e promuovere la prossimità delle cure  è possibile”.

Parma

www.ao.pr.it

Condividi su:

L’ospedale “porta a porta”

ARTICOLI SIMILI

REGIONE PUGLIA - Lo sport è inclusione, socialità e wellness

Gli investimenti e i progetti dell’Amministrazione Regionale che ha ottenuto il titolo di Regione europea dello Sport 2026

LEGGI L'ARTICOLO
DOTTOR STEFANO ACQUADRO - Dal rigore del laboratorio all'ascolto clinico: l'evoluzione del paradigma di cura

Biologo nutrizionista, certificato Sanis e abilitato alla somministrazione del protocollo Kyminasi Diet, lavora a fianco del dottor Domenico Paris

LEGGI L'ARTICOLO
TURISMO IN PUGLIA

Un piano per costruire il futuro dell’ospitalità

LEGGI L'ARTICOLO
L'INNOVATIVA CURA PER GLI AMICI ANIMALI A BASE DI NANOPARTICELLE DI ARGENTO COLLOIDALE

TraumaPet ha sviluppato attraverso la ricerca scientifica veterinaria dell’Università di Brno una gamma prodotti capaci di contrastare batteri e lieviti, prima di ricorrere agli antibiotici

LEGGI L'ARTICOLO
Eva: la rivoluzione nella cura delle patologie Vulvo-Vaginali

Innovazione e Efficacia nella Salute Intima Femminile

LEGGI L'ARTICOLO

Una comunicazione integrata
per la promozione del settore benessere
e la valorizzazione del sistema
medico-sanitario

Più Salute & Benessere “Viaggio alla ricerca dell’armonia psico-fisica” è una straordinaria vetrina per tutti coloro che desiderano investire in pubblicità sanitaria, pubblicità medica, pubblicità nel settore sportivo o ancora pubblicizzare un centro benessere o promuovere un hotel. La rivista rappresenta un sistema di comunicazione integrata, mirata e personalizzata, capace di fornire risposte “su misura” alle istanze più dettagliate per i professionisti del mondo della salute e del benessere.

© 2020 Publiscoop Più S.r.l. | Privacy policy | Cookies policy | Design by Kreativa srl