Parkinson: Bologna all’avanguardia nella terapia e nella ricerca
Il professor Cortelli: “Fondamentali sono una tempestiva diagnosi e relativa prognosi”
Un osservatorio per seguire malattia e pazienti dai primi segnali fino alle fasi più complicate dove è cruciale la capacità di affrontare i disturbi vegetativi e del sonno. È quanto afferisce al professor Pietro Cortelli, ordinario di Neurologia all’Università di Bologna, direttore operativo dell’Ircss - Istituto di scienze neurologiche di Bologna e direttore dell’Uoc interaziendale Clinica Neurologica Metropolitana.
Il professor Cortelli ricerca e opera sulla malattia di Parkinson e sui Parkinsonismi. “Condizioni che inizialmente hanno molto in comune e cominciano a distinguersi dopo 2-3 anni circa dall’esordio. Per il clinico, quindi, l’obiettivo è stratificare il rischio di prognosi il prima possibile, per intervenire con le terapie specifiche”. Le quali oggi agiscono sui sintomi, “cercano cioè di migliorare la qualità di vita del paziente, ma in futuro potrebbero essere importanti per limitare l’evoluzione della malattia”.
Il professor Cortelli è inoltre riferimento in Italia per la ipotensione ortostatica neurogena e il suo gruppo di ricerca sta approfondendo i disturbi del sonno e del vegetativo nei soggetti con malattie con disordini del movimento e in particolare nella coorte BoProPark.
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